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Overtourism: cosa possono fare davvero i viaggiatori

15 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Immaginate una via stretta a mezzogiorno, in pieno agosto. Non riuscite a fermarvi a guardare niente, al bar c'è la fila e chi ci abita cerca di tornare a casa con la spesa. Nessuno si sta godendo la giornata.

Questa scena l'ho vista da entrambi i lati. Ho studiato turismo a Roma e ho lavorato come assistente del direttore d'albergo all'isola d'Elba, dove l'estate cambia tutto. Per questo, quando mi chiedono dell'overtourism, non penso che la risposta sia smettere di viaggiare. Penso che possiamo viaggiare in modo un po' più furbo.

Che cosa vuol dire davvero "overtourism"

La parola sembra complicata, ma l'idea è semplice: troppi visitatori nello stesso posto e nello stesso momento. La vita diventa più difficile per chi ci abita, e anche il viaggio peggiora per chi arriva.

Quando l'agenzia ONU per il turismo ha studiato il fenomeno nelle città europee, ha indicato residenti che si sentono soffocati dalla folla e disturbati dal rumore. Ha anche detto che chi vive in un luogo deve avere voce in capitolo su come cresce il turismo. Sono d'accordo.

La buona notizia? Quasi tutto dipende da quando e da come partiamo, non dal partire o meno.

1. Spostate le date, anche di poco

La folla è soprattutto una questione di tempi. Lo stesso borgo può sembrare invivibile ad agosto e bellissimo a fine maggio o a inizio ottobre. Se potete, viaggiate in bassa stagione, nelle settimane subito prima e subito dopo l'estate. Le camere spesso costano meno, il clima è più dolce e la gente del posto ha più tempo per fare due chiacchiere.

Non potete cambiare mese? Cambiate orario. Andate a vedere la piazza famosa alle otto del mattino o dopo cena, e passate le ore centrali in un posto più tranquillo.

2. Fermatevi a dormire, non solo di passaggio

Le gite in giornata portano tantissime persone in uno spazio piccolo per poche ore. Lasciano code, e poco altro. Venezia oggi chiede ai visitatori giornalieri un piccolo contributo di accesso nei giorni di maggiore afflusso. Nel 2026 sono circa 60 giornate tra aprile e luglio. Chi dorme in città non lo paga.

Il messaggio mi piace: rallentate, fermatevi, godetevi la sera lì. Una notte in un piccolo albergo a gestione familiare aiuta un luogo molto più di un pomeriggio di corsa. E in più lo vedete quando è tranquillo.

3. Andate una fermata più in là

Ogni luogo famoso ha un vicino più tranquillo. Accanto al centro storico affollato c'è il quartiere del mercato, dove la gente fa davvero la spesa. Vicino alla spiaggia piena c'è un paesino altrettanto bello. Prendete il treno regionale e scendete una fermata dopo: vedrete cosa scoprite.

Chiedete a chi vi ospita dove va nel suo giorno libero. È una domanda che piace a tutti, e la risposta non è quasi mai nella guida.

4. Spendete dove i soldi restano

Scegliete una pensione gestita da gente del posto, una trattoria di quartiere, una guida che lì ci è cresciuta. Comprate il formaggio al mercato, non il souvenir prodotto dall'altra parte del mondo. Spendete la stessa cifra, ma dove finiscono i soldi fa una bella differenza.

5. Pagate le tasse di soggiorno col sorriso

Sempre più città chiedono ai visitatori un contributo. Amsterdam ha già una delle tasse di soggiorno più alte al mondo e prevede di alzarla un passo alla volta. Il Comune dice che chi visita la città deve contribuire in modo equo a gestione, manutenzione e investimenti.

A nessuno piace una voce in più sul conto. Ma questi soldi aiutano a tenere pulite le strade e a far girare gli autobus. Controllate prima di prenotare, così non avrete sorprese.

6. Siate buoni ospiti

Questo non costa nulla. La sera abbassate la voce nelle vie residenziali. Copritevi quando lasciate la spiaggia. Non sedetevi su scalinate o monumenti dove è vietato. Chiedete prima di fotografare le persone o le loro case. In breve, trattate il paese come vorreste che i turisti trattassero la vostra via.

Una piccola checklist prima di prenotare

  • Posso partire qualche settimana prima o dopo?

  • Posso fermarmi almeno una notte invece di fare una gita in giornata?

  • C'è un contributo di accesso o una tassa di soggiorno? L'ho prenotato o messo nel budget?

  • Ho scelto almeno una zona più tranquilla da esplorare?

  • Alloggio, cibo o guida sono gestiti da gente del posto?

  • Conosco le regole locali, come gli orari di silenzio o dove non sedersi?

Ora tocca a voi: qual è il posto più affollato che avete visitato, e come siete riusciti a godervelo lo stesso? Raccontatemelo nei commenti. Mi piacerebbe raccogliere i vostri consigli.

Volete vederlo in pratica? Claudia approfondisce su blogness.org: Roma slow in un weekend: Aventino, Testaccio e Via Appia Antica.

Fonti e approfondimenti

Foto: Luca Bravo / Unsplash

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